Seyed M. Marandi: Rivolte violente e una grande guerra in arrivo
Situazione attuale in Iran: Intervista con il Professor Seed M. Andi
Introduzione e contesto
- Il professor Seed M. Andi, docente all'Università di Tehran ed ex consigliere del team iraniano per i negoziati sul nucleare, discute la situazione attuale in Iran.
- Riferisce sulle difficoltà di connessione internet a causa dei disordini in diverse città dell'Iran, inclusa Tehran.
Dinamiche geopolitiche e proteste
- Descrive un copione ricorrente nelle operazioni di cambio di regime: sanzioni, guerra d'informazione e sfruttamento del malcontento pubblico.
- Sottolinea che le retoriche politiche tendono a semplificare la questione a una scelta binaria tra libertà o sostegno alle sanzioni e intervento militare.
- Afferma che gli esiti delle ingerenze straniere portano spesso alla distruzione dei paesi coinvolti, come dimostrato dalla primavera araba.
Valutazione della situazione interna
- Il professor Andi osserva che l'Iran ha un forte sostegno popolare e che le valutazioni pessimistiche sulla sua stabilità sono infondate.
- Nota un recente crollo della valuta iraniana, attribuendolo a pressioni esterne da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati.
Proteste recenti
- Riporta che ci sono state proteste pacifiche a Tehran da parte di commercianti preoccupati per l'instabilità economica causata dal crollo della valuta.
- Le manifestazioni inizialmente pacifiche hanno visto un aumento della violenza con l'infiltrazione di gruppi organizzati durante il secondo giorno delle proteste.
Violenza e repressione
- Descrive come le manifestazioni siano degenerate in violenza, con oltre 100 agenti delle forze dell'ordine uccisi da gruppi violenti infiltratisi tra i manifestanti.
- Racconta episodi tragici di violenza contro civili innocenti, evidenziando la brutalità degli eventi recenti in Iran.
Proteste in Iran e la Narrazione Occidentale
Danni Causati dalle Proteste
- Le manifestazioni hanno portato a incendi di edifici, autobus pubblici, ambulanze e autopompe dei vigili del fuoco.
- I danni complessivi in Iran sono stati enormi e violenti, contrariamente alla narrazione occidentale che descrive i manifestanti come pacifici.
Manifestazioni di Sostegno al Governo
- Oggi ci sono state proteste in tutto il paese contro i rivoltosi e a sostegno della Repubblica Islamica dell'Iran.
- Le manifestazioni si sono svolte in ogni città, con folle incredibilmente numerose, specialmente a Teheran.
Media e Propaganda
- Nonostante le rivolte, esiste un vasto impero mediatico persiano nei paesi occidentali che supera i media statali iraniani.
- Si stima che vengano investiti miliardi di dollari annualmente nella guerra psicologica contro l'Iran attraverso vari canali social.
La Reazione dei Media Occidentali
- I media occidentali tendono a ignorare le enormi folle che partecipano alle manifestazioni pro-governative.
- C'è un controllo della narrazione per dipingere il governo iraniano come illegittimo mentre si ignora il supporto popolare.
Coinvolgimento delle Agenzie di Intelligence
- L'ex direttore della CIA ha fatto commenti sulla situazione in Iran, suggerendo un coinvolgimento delle agenzie di intelligence straniere nelle proteste.
- È importante considerare l'influenza esterna nel tentativo di destabilizzare l'Iran e la legittimità delle voci critiche.
Diversità nelle Opinioni tra i Partecipanti
- Durante le manifestazioni a Teheran, non tutti i partecipanti condividono la stessa visione politica; alcuni sostengono il governo mentre altri lo criticano.
- Tuttavia, c'è un consenso sul supporto alla Costituzione e alla legittimità dello Stato.
Proteste in Iran e Interferenze Straniere
Difficoltà nelle Proteste a Tehran
- Le proteste in Iran sono più difficili da raggiungere rispetto alle città più piccole, rendendo la partecipazione una sfida significativa.
- A Tehran, il ritorno dalle manifestazioni è complicato, evidenziando l'impegno dei cittadini nel lanciare un messaggio chiaro contro il dominio occidentale.
Interferenza Straniera e Disattivazione di Internet
- La disattivazione di internet in Iran è stata una strategia per fermare i rivoltosi, che erano coordinati tra diversi gruppi terroristici come ISIS e Komala.
- I gruppi coinvolti hanno causato violenza diffusa, distruggendo proprietà e uccidendo persone; alcuni membri facevano uso di droghe durante le manifestazioni.
Impatto della Disconnessione Internet
- La mancanza di connessione ha portato al collasso delle organizzazioni dei rivoltosi, impedendo loro di coordinarsi efficacemente.
- L'autore racconta la sua esperienza personale nel tentativo di partecipare a un raduno, sottolineando le difficoltà logistiche dovute al traffico e alla situazione generale.
Violenza Durante le Manifestazioni
- Molti arrestati avevano armi e sparavano dalla folla contro la polizia; questo ricorda eventi simili avvenuti durante il colpo di stato in Ucraina nel 2014.
- Si suggerisce che ci siano stati tiratori nascosti tra i manifestanti per aumentare il numero delle vittime.
Ignoranza sulla Situazione in Iran
- Le dichiarazioni pubbliche da parte di figure come Pompeo indicano un'ignoranza profonda riguardo alla realtà sul campo in Iran.
- Trump ha affermato che l'Iran desidera negoziare; tuttavia, si sospetta che ci siano motivi ulteriori legati agli accordi nucleari o alla deterrenza missilistica dell'Iran.
Critica all'Informazione Statunitense
- Si mette in discussione la qualità delle informazioni ricevute dai leader statunitensi riguardo agli eventi in Iran e altrove.
- L'autore critica l'ignoranza del presidente americano sui fatti fondamentali riguardanti la situazione iraniana, suggerendo che ciò influisce negativamente sulle decisioni politiche.
Obiettivi degli Stati Uniti e Israele
- Si ipotizza che gli obiettivi statunitensi includano pressioni su Teheran per ottenere una resa totale; questo riflette gli interessi del regime israeliano nella frammentazione dell'Asia occidentale.
- Il regime israeliano mira a destabilizzare gli Stati nazione nella regione se ne avesse l'opportunità.
Conflitti e Politica Mediorientale
La posizione di Erdogan e il regime israeliano
- Si discute come Erdogan, simile a quanto fatto in Siria, possa influenzare l'Arabia Saudita, l'Egitto e la Turchia, contribuendo all'arroganza del regime israeliano.
- L'intervento di Erdogan ha rafforzato il regime israeliano in Siria; egli sperava di creare un mini impero ottomano ma non ha considerato che gli Stati Uniti avrebbero sempre preferito Israele.
- Gli interessi israeliani mirano a indebolire Turchia, Arabia Saudita e Giordania, mentre si sottovaluta la resilienza dell'Iran.
La narrativa sull'Iran
- Ogni pochi anni si prevede la caduta dell'Iran; le notizie sulla morte di Massa Mini sono state distorte dai media occidentali per alimentare tensioni.
- Un'indagine delle Nazioni Unite è stata messa in discussione riguardo alla sua veridicità; i media hanno creato una narrazione che ha portato a proteste significative.
- Le manifestazioni inizialmente pacifiche sono diventate violente a causa di infiltrazioni; c'è una percezione crescente della fragilità del regime iraniano.
Propaganda e percezione pubblica
- Si evidenzia come la propaganda possa influenzare le masse durante i conflitti; ogni crisi porta a nuove affermazioni sulla stabilità dell'Iran.
- Il declino dell'impero statunitense potrebbe limitare la capacità di interferire negli affari iraniani nei prossimi anni.
Riflessioni su Obama e il Kosovo
- Durante la crisi della Crimea nel 2014, Obama respinse le argomentazioni russe basandosi su presunti referendum legittimi in Kosovo.
- Nonostante non ci sia mai stato un vero referendum in Kosovo, i giornalisti occidentali hanno evitato di mettere in discussione questa narrativa per mantenere una certa coerenza politica.
Manipolazione delle informazioni politiche
- Si discute l'influenza dei think tank sulle informazioni fornite ai politici; Trump viene citato per affermazioni esagerate riguardo al Venezuela.
- La manipolazione delle informazioni può portare a dichiarazioni infondate da parte dei leader politici, creando confusione tra fatti e propaganda.
La Legittimità dell'Iran e le Sanzioni Occidentali
Critica alle Sanzioni e alla Narrazione Occidentale
- Glen discute l'impatto delle sanzioni economiche sull'Iran, evidenziando la presenza di media antiiraniani in Occidente e il supporto occidentale ai rivoltosi.
- Si sottolinea che le agenzie di intelligence occidentali, come il Mossad e l'M6 francese, sono complici nella destabilizzazione dell'Iran.
- Nonostante le pressioni esterne, la popolazione iraniana dimostra legittimità uscendo in massa per sostenere lo Stato e la Costituzione.
- La narrazione occidentale sulla superiorità culturale è messa in discussione, specialmente alla luce del genocidio a Gaza.
- Viene criticato il tentativo di spingere verso un intervento militare da parte dei politici americani, evidenziando l'unità tra i partiti su questioni imperialiste.
La Reazione della Popolazione Iraniana
- Durante le manifestazioni, milioni di iraniani esprimono sostegno al governo contro gli Stati Uniti e Israele.
- Si mette in dubbio l'efficacia delle azioni violente contro un paese per promuovere società più aperte; si confrontano le reazioni della polizia nei due contesti.
- L'Occidente viene accusato di repressione nei confronti di chi si oppone a pratiche genocidarie mentre l'Iran mostra una maggiore apertura sociale.
La Facciata della Libertà Occidentale
- I media occidentali vengono criticati per ignorare il genocidio mentre distorcono la realtà delle proteste in Iran.
- Viene affermato che nessuno crede più nella facciata della libertà occidentale; i diritti umani sono messi in discussione rispetto all'operato degli Stati Uniti.
Possibili Conseguenze Future
- Si fa riferimento a dichiarazioni storiche riguardo agli Stati Uniti come uno stato a partito unico mascherato da democrazia bipartitica.
- Si avverte del rischio imminente di attacchi all'Iran da parte degli Stati Uniti, con riferimenti specifici a commenti recenti di politici americani.
- Le manovre economiche mirate a creare instabilità sono viste come preparativi per giustificare un intervento militare.
Proteste e Risposta dell'Iran
La posizione della popolazione iraniana
- La popolazione sostiene lo Stato, simile a quanto avvenuto durante la guerra dei 12 giorni. Le persone coinvolte nei disordini non rappresentano il popolo, ma una minoranza contraria.
Nuove politiche di difesa dell'Iran
- L'Iran potrebbe attaccare per primo se percepisce una minaccia imminente, segnando un cambiamento nella sua strategia difensiva. Questa nuova politica è stata influenzata dalle minacce degli Stati Uniti e dagli attacchi israeliani.
Preparazione militare dell'Iran
- Negli ultimi dieci giorni, l'Iran si è preparato meglio alla guerra, unendo la popolazione contro i rivoltosi e gli occidentali che li sostengono. Questo rafforzamento ha creato un ambiente che giustificherebbe una risposta militare.
Conseguenze di un possibile conflitto
- Un attacco americano all'Iran potrebbe portare a gravi conseguenze economiche globali, con l'Iran pronto a rispondere duramente su più fronti. Gli Stati Uniti potrebbero sottovalutare le capacità militari iraniane e le ripercussioni sul loro stesso territorio.
Capacità offensive dell'Iran
- L'Iran possiede basi sotterranee per droni e missili a corto e medio raggio, rendendolo capace di colpire rapidamente obiettivi americani in caso di conflitto. Queste capacità sono state ampliate rispetto ai mesi precedenti.
Riflessioni sulla geopolitica
- I sionisti e i neoconservatori sembrano spingere verso un conflitto con l'Iran, ignorando le potenziali devastazioni economiche per l'Occidente. La situazione attuale è diversa rispetto agli Stati Uniti di vent'anni fa; l’Iran non è paragonabile all’Iraq o al Vietnam in termini di vulnerabilità.